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Scadenza e termine minimo di conservazione: le differenze

“Da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro” non comunicano la stessa cosa: ecco come leggerle senza confonderle.

Confronto tra alimento refrigerato con calendario e alimento da dispensa con clessidra

Due date con funzioni differenti

Sulle confezioni alimentari possiamo incontrare la data di scadenza oppure il termine minimo di conservazione, spesso abbreviato in TMC. La differenza non è soltanto linguistica: la prima riguarda la sicurezza dell’alimento, il secondo la conservazione delle sue qualità specifiche.

“Da consumarsi entro”

La data di scadenza è preceduta dalla dicitura “da consumarsi entro”. Viene utilizzata per alimenti microbiologicamente molto deperibili che, dopo un breve periodo, potrebbero costituire un pericolo immediato per la salute.

Deve essere rispettata insieme alle condizioni di conservazione indicate. Una corretta refrigerazione prima della data non autorizza a superarla e un’interruzione della catena del freddo può compromettere il prodotto anche prima.

“Da consumarsi preferibilmente entro”

Il termine minimo di conservazione è introdotto da “da consumarsi preferibilmente entro” o “da consumarsi preferibilmente entro fine”. Indica il periodo durante il quale l’alimento conserva le sue proprietà specifiche se riposto correttamente.

Superare il TMC non equivale automaticamente a una data di pericolo, ma occorre considerare integrità della confezione, modalità di conservazione e istruzioni del produttore. Il TMC non va confuso con il tempo di consumo dopo l’apertura.

La data non sostituisce le condizioni di conservazione

Indicazioni come “conservare in frigorifero”, “al riparo dalla luce” o “consumare entro un certo periodo dall’apertura” fanno parte dell’informazione necessaria. Una data è valida nelle condizioni previste per quel prodotto.

Controlla inoltre che la confezione non sia danneggiata, gonfia o aperta. In caso di dubbio non affidarti soltanto all’aspetto o all’odore per valutare la sicurezza.

Cosa succede durante un richiamo

Un richiamo prevale sulle normali valutazioni legate alla data. Una confezione può essere richiamata anche se non è scaduta; allo stesso modo, l’avviso può riguardare un lotto delimitato da una determinata scadenza o TMC.

Per verificare correttamente:

  1. confronta lotto e prodotto;
  2. controlla la data indicata nell’avviso;
  3. verifica formato e produttore;
  4. leggi le istruzioni specifiche;
  5. consulta il documento ufficiale.

La scheda del richiamo organizza questi dati, ma la formulazione ufficiale resta il riferimento in caso di discrepanze.


Fonti